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Appendice C: Zarya of the Dawn (2022)

Il Copyright Office degli Stati Uniti ha esaminato i seguenti punti chiave per giungere alla sua decisione:

Valutazione dell'authorship del testo: riconoscimento del copyright sul testo in quanto scritto interamente da Kashtanova senza l'aiuto di alcuna AI.

Valutazione della compilazione dell'opera: riconoscimento del copyright sulla selezione e disposizione di immagini e testo in quanto la selezione e disposizione sono frutto della creatività di Kashtanova.

Analisi del processo creativo delle singole immagini: negazione del copyright sulle singole immagini generate da Midjourney. Il Copyright Office ha ritenuto che sia stato Midjourney, non Kashtanova, a determinare gli elementi espressivi delle immagini.

Valutazione delle modifiche manuali alle immagini: negazione del copyright sulle modifiche minori fatte da Kashtanova. Motivazione: le modifiche erano troppo minime per raggiungere la soglia di creatività richiesta.

Considerazione dell'uso di strumenti AI nel processo creativo: riconoscimento che l'uso di AI solleva nuove questioni. Riaffermazione del requisito di authorship umana. La legge sul copyright richiede un contributo creativo umano.

Decisione finale: cancellazione della registrazione originale. Emissione di una nuova registrazione limitata. Motivazione: la legge sul copyright protegge solo gli elementi di authorship umana dell'opera.

C.2. Analisi delle azioni intraprese da Kris Kashtanova

Il Copyright Office ha analizzato le seguenti azioni di Kashtanova nel processo creativo:

Creazione di prompt testuali per Midjourney: considerati come istruzioni per l'AI, non espressione creativa diretta. L'AI interpreta liberamente questi prompt, quindi non c'è un controllo diretto sul risultato finale.

Selezione delle immagini generate da Midjourney: considerata insufficiente per stabilire l'authorship. L'espressione creativa fondamentale proviene dall'AI, non da Kashtanova.

Iterazione e raffinamento dei prompt: nonostante il processo iterativo, l'AI rimane la fonte primaria dell'espressione visiva. Il raffinamento dei prompt è stato visto come una guida, non come creazione diretta.

Modifiche minori alle immagini usando Photoshop: giudicate troppo minime per raggiungere la soglia di creatività necessaria per la protezione del copyright.

Disposizione e composizione delle immagini nell'opera: riconosciuta come meritevole di copyright, ma solo come compilazione, non per le singole immagini.

Scelta dei parametri tecnici per la generazione delle immagini: considerati input tecnici, non espressione creativa sufficiente per stabilire l'authorship.

Combinazione di elementi da diverse iterazioni di Midjourney: anche se questo processo richiede scelte creative, l'ufficio ha ritenuto che l'espressione fondamentale provenisse ancora dall'AI, non da Kashtanova.

Descrizione del processo creativo e dell'intenzione artistica: dimostra l'input concettuale di Kashtanova, ma non considerato sufficiente per stabilire l'authorship sulle immagini generate dall'AI.

Cropping e framing delle immagini finali: riconosciute come parte della compilazione protetta da copyright, ma non sufficienti per stabilire l'authorship sulle singole immagini.

C.3. Considerazioni aggiuntive

Il Copyright Office ha sottolineato che la mancanza di controllo prevedibile e diretto sul risultato finale delle immagini generate dall'AI è un fattore cruciale nella negazione del copyright per le singole immagini.

La decisione evidenzia la distinzione tra l'uso di AI come strumento assistivo e come creatore primario del contenuto.

Il caso ha stimolato un dibattito più ampio sulla necessità di aggiornare le leggi sul copyright per affrontare le sfide poste dalle tecnologie AI generative.

Questa analisi dettagliata delle azioni di Kashtanova e delle considerazioni del Copyright Office offre una visione approfondita delle complessità legali e creative coinvolte nella creazione di opere con l'ausilio di AI generative.