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Conclusioni

In questo libro ho affrontato il concetto di autorialità nell'era dell'intelligenza artificiale da due prospettive complementari. Nella prima parte, ho delineato una mia visione di come il concetto di autore potrebbe e dovrebbe evolversi per adattarsi alle nuove realtà creative rese possibili dall'AI, introducendo l'idea dell'autore ibrido, una figura che fonde competenze umane uniche con le potenzialità delle AI generative. Allo stesso modo anche il concetto di opera risente delle stesse sfide.

Nella seconda parte, ho esaminato lo stato attuale della questione attraverso l'analisi di sentenze e casi giurisprudenziali recenti. Questa panoramica permette di comprendere come i sistemi giuridici stiano cercando di adattare i concetti tradizionali di autorialità e copyright alle sfide poste dalle nuove tecnologie.

Nonostante le apparenti differenze tra queste due prospettive – una che guarda al futuro e l'altra che si confronta con il presente. L'elemento comune è la centralità della persona nel processo creativo, che si tratti della visione dell'autore ibrido o dell'interpretazione legale del contributo creativo umano, in entrambi i casi è l'apporto umano a rimanere cruciale e insostituibile.

Questo filo conduttore si manifesta in molteplici e significative modalità. La visione creativa rimane saldamente nelle mani dell'essere umano, che concepisce l'idea iniziale e guida il processo creativo dall'inizio alla fine. Sia nell'idea dell'autore ibrido che nelle cause legali analizzate, emerge con chiarezza come il controllo e la direzione del processo creativo da parte dell'umano siano considerati elementi fondamentali e imprescindibili.

In questa valutazione è cruciale anche la capacità umana di interpretazione e selezione: la facoltà di comprendere, valutare e dare significato agli output dell'AI si rivela determinante nel processo creativo. Questa capacità di discernimento e interpretazione è un elemento distintivo che caratterizza sia la visione futura dell'autorialità ibrida che l'attuale interpretazione giuridica. Altrettanto significativo è l'apporto umano in termini di comprensione del contesto culturale, emotivo e sociale: questa dimensione rimane insostituibile, rappresentando un ponte fondamentale tra la visione futura e l'interpretazione delle leggi attuali.

Guardando al futuro, ritengo probabile che il concetto di autorialità continuerà a evolversi man mano che le tecnologie AI diventano sempre più sofisticate. Tuttavia, la lezione che emerge da questa analisi è che, nonostante i progressi tecnologici, il ruolo dell'essere umano nel processo creativo rimarrà centrale. La sfida per il futuro sarà quella di trovare un equilibrio tra il riconoscimento del contributo umano e l'accettazione del potenziale creativo delle AI, creando un framework giuridico e culturale che possa accogliere e valorizzare questa nuova forma di creatività ibrida.

Mentre ci muoviamo verso un futuro in cui la collaborazione tra umani e AI diventerà sempre più comune e sofisticata, credo sia fondamentale mantenere al centro della discussione il valore unico e insostituibile dell'apporto umano. Solo così potremo sfruttare appieno il potenziale delle AI generative, preservando al contempo l'essenza di ciò che rende l'arte e la creatività profondamente umane.