La struttura dei livelli di configurazione¶
La configurazione di Claude si articola su quattro livelli. Sono i punti in cui l'utente può intervenire per personalizzare il comportamento dell'assistente, dalla lingua al tono agli strumenti che attiva. I livelli sono distinti per ambito e regole di funzionamento. Tre formano una gerarchia, dal più generale al più specifico. Il quarto è un livello a sé, non interviene sul comportamento di fondo ma sulla forma delle risposte.
Le differenze fra i livelli non riguardano solo dove si scrivono le regole, ma anche quanto sono ampie le situazioni in cui valgono e come si combinano fra loro. Mettere ogni cosa nello stesso campo riduce l'efficacia di tutte le regole, e in qualche caso le annulla. Da qui la scelta su dove collocare ciascuna regola.
Una nota di contesto. Il manuale tratta i livelli disponibili nelle interfacce consumer di Claude, cioè claude.ai, Claude Desktop e l'app per smartphone. L'uso delle API resta fuori.
Questo capitolo presenta i quattro livelli uno per uno, con l'ambito di ciascuno e una prima nota sulle ragioni della separazione. Tratta poi la portabilità, un tema che torna in più punti del manuale. Chiude con due indicazioni pratiche, una sulla scrittura delle istruzioni e una sull'uso di Claude come aiuto nella stesura iniziale.
I quattro livelli¶
I quattro livelli sono le istruzioni generali, le istruzioni di progetto, le istruzioni di Cowork e gli stili di scrittura. I primi tre formano una gerarchia, valgono per ambiti progressivamente più ristretti e possono contraddirsi fra loro. Il quarto è un livello trasversale, sta fuori dalla gerarchia ma incide ugualmente sul comportamento dell'assistente.
Le istruzioni generali sono il livello base della configurazione. Si trovano in Impostazioni, sezione Profilo, sia su claude.ai sia in Claude Desktop, e si applicano anche alle app per smartphone. Sono un campo di testo libero salvato lato server e legato all'account, quindi valgono in ogni nuova conversazione, indipendentemente dall'ambiente e dal dispositivo da cui viene avviata. È il posto in cui scrivere le regole che devono valere sempre, qualunque sia il contesto di lavoro.
Le istruzioni di progetto sono una configurazione specifica del singolo progetto. I progetti esistono in quattro ambienti, claude.ai, sia web che mobile, l'area Chat di Claude Desktop e l'area Cowork dello stesso Desktop. Claude.ai e l'area Chat condividono lo stesso spazio server, quindi i progetti creati in un ambiente compaiono anche nell'altro e le istruzioni associate sono le stesse. Va tenuto presente che le interfacce non coincidono al cento per cento nelle funzionalità disponibili. La stessa istruzione di progetto può produrre esiti diversi a seconda di dove si apre la conversazione.
I progetti Cowork, anche se vivono dentro Claude Desktop, sono un gruppo separato. Hanno caratteristiche in più trattate nel capitolo 5, in particolare la possibilità di programmare attività ricorrenti e la gestione di agenti che operano in modo autonomo. Gli agenti possono anche essere strutturati in catene a più livelli, quando un agente a sua volta delega a sub-agenti. In tutti i casi le istruzioni di progetto si aggiungono a quelle generali e le specializzano per quel contesto. Possono aggiungere nuove regole, affinare le esistenti o prevalere su di esse quando il progetto richiede un comportamento diverso. Si pensi a un progetto relativo a una committenza internazionale in cui tutti i documenti devono essere in inglese, mentre nelle istruzioni generali la lingua richiesta è l'italiano.
Le istruzioni di Cowork sono un livello che esiste solo nell'area Cowork di Claude Desktop. Si configurano dal menu Impostazioni, nella sezione Cowork, accessibile solo da Claude Desktop. Si applicano a tutte le sessioni Cowork e si sommano alle istruzioni generali senza sostituirle. Raccolgono le regole utili nel lavoro su Cowork, che altrove sarebbero fuori posto. Comprendono in particolare le regole sulla gestione degli agenti, perché Cowork è il solo ambiente consumer in cui Claude può delegare compiti ad agenti autonomi. Le regole più specifiche sull'uso degli agenti possono comparire anche nelle istruzioni dei singoli progetti Cowork, quando riguardano un ambito di lavoro circoscritto.
Gli stili di scrittura sono il livello trasversale. Non istruiscono Claude su come comportarsi in generale, ma sullo stile delle risposte, intervenendo su formato, tono e registro. Si attivano per conversazione, si disattivano, si cambiano. Non competono con gli altri livelli, si sovrappongono a essi. Esistono perché capita di voler cambiare il modo di scrivere di Claude senza toccare le regole di comportamento sottostanti.
I meccanismi che regolano la coesistenza fra livelli, e in particolare le regole di prevalenza in caso di conflitto, sono trattati nel capitolo 2. Da qui in avanti il manuale li richiama quando necessario, dando per acquisito il quadro che il prossimo capitolo descrive in modo unitario.
La portabilità tra ambienti¶
Buona parte di queste configurazioni è legata all'account, non al dispositivo. È una caratteristica con un risvolto pratico che vale la pena anticipare. Le istruzioni generali seguono l'utente ovunque, si ritrovano identiche su claude.ai da qualsiasi computer, in Claude Desktop su più macchine, nelle app per smartphone. Lo stesso vale per i progetti di claude.ai e dell'area Chat di Claude Desktop e per le loro istruzioni. È una comodità, ma il loro uso va valutato con attenzione.
La prima cosa da considerare riguarda i riferimenti a file locali. Le app per smartphone e claude.ai non hanno accesso al filesystem, quindi qualsiasi istruzione che punti a un percorso del tipo D:\Documenti\… funziona solo in Claude Desktop, e solo sul computer in cui quel percorso esiste realmente. Quando si lavora su più macchine con Claude Desktop installato, la struttura di cartelle deve essere coerente fra loro. Altrimenti la stessa istruzione si comporta bene su un pc e fallisce sull'altro.
Il problema si estende ai server MCP locali, utilizzabili solo in Claude Desktop e quindi invisibili a claude.ai e alle app per smartphone. Anche qui, se Claude Desktop viene usato su più pc, occorre verificare che i server MCP siano installati e configurati in modo uniforme.
Il discorso per le skill è simile. Anche le skill si dividono in due gruppi, quelle locali che vivono sul filesystem di un singolo pc e quelle legate all'account, che seguono l'utente ovunque. Una skill può essere di account solo se è effettivamente portabile. Non deve richiamare percorsi locali, server MCP non disponibili in tutti gli ambienti, o altri elementi specifici di una singola installazione. Quando queste condizioni non sono rispettate la skill va tenuta locale, e ricade nella stessa logica dei file e dei server MCP discussa sopra.
Ogni volta che una configurazione di account richiama qualcosa che esiste solo localmente, come file, server MCP o skill, conviene chiedersi se debba davvero valere ovunque. Se la risposta è no, la regola va spostata su un ambito più circoscritto, come le istruzioni di un progetto usato solo in Claude Desktop.
Note pratiche sulla scrittura¶
Le istruzioni sono campi di testo libero, ma conviene scriverle in formato markdown. L'interfaccia di Claude riconosce la sintassi, gli H2 diventano sezioni leggibili, le liste sono interpretate come tali, i blocchi di codice sono segnalati come tali. Una configurazione strutturata con titoli di sezione (## Profilo, ## Metodo, e così via) si legge più facilmente. Vale sia per l'utente quando rilegge e aggiorna il testo, sia per Claude quando compone il contesto della conversazione. Niente vieta di scrivere un testo piatto, ma la struttura aiuta, e non costa nulla.
Scrivere da zero una configurazione efficace, specie le prime volte, può essere faticoso. Per fortuna Claude stesso può essere un buon aiuto in questa fase, anche già nella fase di analisi. Basta descrivere l'ambito di lavoro e le preferenze in forma conversazionale, e chiedere una prima bozza di istruzioni. Oppure chiedere di rivedere una bozza esistente, segnalando ridondanze, ambiguità e regole che sarebbero meglio collocate su un altro livello. La prima bozza non è mai quella definitiva, ma è un punto di partenza migliore del foglio bianco.
Sul versante opposto, quando una configurazione è già ampia e si vuole verificarla, esiste uno strumento dedicato che ho sviluppato. Si chiama Claude Config Audit, è una skill open source che analizza server MCP, plugin, skill e istruzioni. Cerca duplicazioni, conflitti, riferimenti a strumenti non più presenti e altre incoerenze tipiche delle configurazioni cresciute nel tempo. Non è indispensabile per iniziare, è utile quando il setup ha qualche mese di vita alle spalle e vale la pena fare manutenzione.
Il riferimento ufficiale Anthropic alle funzionalità di personalizzazione, in inglese, è disponibile alla pagina di supporto dedicata.