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Chat, Cowork o Code?

Claude Desktop offre tre modalità di lavoro. Sono le tre tab visibili nella parte superiore dell'applicazione, e scegliere quella giusta è una delle prime competenze operative da acquisire.

Le tre modalità a confronto

Le tre tab non sono varianti cosmetiche della stessa interfaccia, sono ambienti diversi, con modi diversi di accedere ai file e con livelli diversi di autonomia. I modelli linguistici disponibili sono gli stessi in tutte e tre.

Il modo più rapido per capire la differenza è pensare a tre situazioni concrete. Nella prima si vuole ragionare su come strutturare un progetto, esplorare le alternative, decidere passo dopo passo. Per questo serve Chat, dove si procede un messaggio alla volta e si controlla ogni risposta prima di andare avanti. Nella seconda situazione si sa già cosa serve, si possono dare istruzioni complete fin dall'inizio e si può aspettare che Claude finisca il lavoro da solo. Per questo serve Cowork. Nella terza situazione si sta sviluppando un'applicazione software e servono strumenti come Git, un sistema di permessi e accesso al terminale. Per questo serve Code.

Quello che cambia tra le tre modalità non è il tipo di risultato (testo, codice, documenti) ma quanto si vuole seguire il lavoro di Claude mentre lo fa. Con Chat si guida ogni passaggio. Con Cowork si spiega cosa serve e Claude fa il lavoro da solo. Con Code si lavora fianco a fianco con Claude su un progetto software, con strumenti pensati per quello.

La tabella seguente riassume le differenze principali.

Chat Cowork Code
Come si lavora Un messaggio alla volta Si danno le istruzioni e si aspetta il risultato Simile a un terminale, semi-autonomo
Accesso ai file locali Tramite server MCP Integrato (selezione cartella) o tramite MCP Integrato (cartella di lancio) o tramite MCP
Dove viene eseguito il codice Sandbox nella chat, o tramite MCP sul sistema locale Macchina virtuale isolata Direttamente sul computer
Progetti No
Istruzioni permanenti Istruzioni di progetto Istruzioni globali di Cowork + CLAUDE.md CLAUDE.md + settings.json
Git integrato No (disponibile tramite MCP) No
Sistema di permessi Basato sui server MCP Consenso a livello di cartella Granulare, per singola operazione
Computer use No Sì (research preview) Sì (research preview)
Dispatch (compiti da mobile) No
Attività programmate No No
Plugin No

Chat: la conversazione come metodo di lavoro

Chat è l'ambiente che la maggior parte degli utenti conosce già. Si scrive un messaggio, Claude risponde, si affina la richiesta, Claude aggiusta. Il lavoro procede un messaggio alla volta, e il controllo è massimo perché ogni risposta è visibile e può essere corretta prima di procedere.

Quello che Chat può fare dipende molto dai server MCP installati. Senza server MCP, Chat lavora solo all'interno della finestra di conversazione e può generare testo, analizzare documenti caricati manualmente e creare contenuti (tabelle, grafici, codice) visibili nella chat. Con server MCP come Filesystem o Desktop Commander, Chat diventa capace di leggere e scrivere file sul computer, eseguire comandi nel terminale, effettuare ricerche e interagire con servizi esterni. La differenza è sostanziale, ed è il motivo per cui il capitolo precedente dedica una sezione intera alla configurazione dei server MCP.

Per il vibe coding Chat va bene in due fasi. La prima è la progettazione, dove si ragiona con Claude su cosa costruire, si esplorano le alternative, si definiscono le specifiche. La seconda è quando serve la costruzione interattiva, dove si genera codice, lo si testa, si correggono gli errori e si ripete il ciclo fino al risultato desiderato, tutto all'interno della stessa conversazione. In Chat il codice generato è visibile in ogni step, le modifiche sono tracciabili messaggio per messaggio e si può intervenire a ogni passaggio.

Nella mia esperienza Chat produce testi di qualità superiore rispetto a Cowork. I due ambienti hanno architetture e modalità di funzionamento diverse, probabilmente la differenza è dovuta a questo. Per la scrittura di contenuti dove la qualità del testo è la priorità, Chat resta l'ambiente preferibile.

I Progetti di Chat sono un'altra funzionalità importante. Un Progetto raggruppa conversazioni, documenti di riferimento e istruzioni personalizzate in un contesto condiviso. Le istruzioni di progetto vengono applicate automaticamente a ogni conversazione all'interno del Progetto, senza doverle ripetere. Per il vibe coding questo significa poter definire una volta le convenzioni del progetto, lo stack tecnologico, le regole di stile del codice, e ritrovarle attive in ogni sessione di lavoro.

Cowork: dare le istruzioni e ricevere il risultato

In Cowork si lavora in modo diverso. Invece di procedere un messaggio alla volta, si descrivono le istruzioni per il lavoro da fare e Claude pianifica da solo i passaggi necessari, li esegue e restituisce il risultato finito. Durante il lavoro si può osservare cosa sta facendo Claude, intervenire per correggere la rotta, oppure semplicemente aspettare che finisca.

L'accesso ai file nativo di Cowork funziona in modo diverso da Chat, con un meccanismo integrato nell'applicazione. Si seleziona una cartella di lavoro nella directory dell'utente attraverso il checkbox "Work in a Folder" nella parte inferiore dell'interfaccia, e Cowork ottiene accesso a quella cartella e a tutte le sue sottocartelle. Claude può leggere, modificare, creare e eliminare file all'interno di quel perimetro. La prima volta che si seleziona una cartella compare una finestra di dialogo che chiede se si vuole consentire a Claude di modificare i file al suo interno, con la possibilità di acconsentire solo per la sessione corrente oppure in modo permanente.

Il codice prodotto da Cowork viene eseguito in un ambiente protetto e separato dal resto del computer. Questo significa che se qualcosa va storto durante l'esecuzione, il danno resta confinato a quell'ambiente. I file creati da Claude vengono poi salvati nella cartella di lavoro scelta.

Attenzione

Su Windows, Cowork accetta solo cartelle che si trovano all'interno della directory utente (C:\Users\nome-utente). Cartelle su dischi secondari o in altre posizioni vengono rifiutate, è una scelta di sistema. Per lavorare su cartelle al di fuori della directory utente è necessario utilizzare un server MCP come Filesystem o Desktop Commander.

Sotto il cofano

L'ambiente protetto di Cowork è tecnicamente una macchina virtuale (VM) Linux che gira sul computer dell'utente. Claude esegue il codice dentro la VM e poi trasferisce i risultati al filesystem locale. Questa separazione impedisce che un errore nel codice generato possa danneggiare file o configurazioni del sistema operativo principale, ovviamente se non si sono attivati server MCP per accedere a tutto il computer locale.

Cowork include diverse funzionalità aggiuntive. I plugin aggiungono capacità specifiche per ruolo e settore. Le attività programmate permettono di definire compiti ricorrenti che Claude esegue automaticamente secondo un calendario, a condizione che il computer sia acceso e Claude Desktop sia aperto. I Progetti di Cowork raggruppano compiti correlati in spazi di lavoro persistenti con file, istruzioni e memoria propri, come i Progetti di Chat.

Cowork ha anche un proprio sistema di istruzioni permanenti. Le istruzioni globali, configurabili da Impostazioni > Cowork, vengono applicate a ogni sessione e permettono di stabilire regole di comportamento valide sempre, ad esempio il formato di output preferito, il tono della comunicazione o le regole da seguire prima di eliminare file. In aggiunta, Cowork legge automaticamente i file nella cartella di lavoro selezionata, compresi eventuali file di istruzioni come CLAUDE.md, e li usa come contesto per il lavoro da svolgere.

La funzionalità computer use, disponibile in research preview, permette a Claude di interagire direttamente con il desktop, cioè aprire applicazioni, navigare il browser, compilare fogli di calcolo. Quando è attiva, Claude opera al di fuori dell'ambiente protetto e interagisce con il sistema reale, il che richiede cautela aggiuntiva. Claude chiede il permesso prima di accedere a ciascuna applicazione, e alcune applicazioni sensibili (piattaforme finanziarie, sanitarie) sono bloccate per impostazione predefinita.

Dispatch permette di assegnare compiti a Cowork dal telefono. Claude lavora sul desktop mentre si è altrove, e invia una notifica quando il compito è completato. Il risultato è consultabile dalla stessa conversazione sia da mobile che da desktop. È attivabile anche in Code.

Per il vibe coding, Cowork è l'ambiente naturale quando si sa già cosa serve e le istruzioni si possono dare complete fin dall'inizio. Organizzare file, generare documentazione a partire da template, creare report da dati esistenti, applicare trasformazioni a insiemi di documenti sono tutti compiti in cui funziona bene dare le istruzioni e aspettare il risultato.

Code: lo sviluppo software nel terminale

Code è lo strumento di sviluppo software da riga di comando, all'interno dell'interfaccia grafica di Claude Desktop. Per chi ha familiarità con il terminale è l'ambiente più diretto per lo sviluppo software. Per chi non ce l'ha, l'interfaccia grafica ne riduce la barriera d'ingresso, anche se la logica operativa resta quella del terminale.

A differenza di Cowork, Code non usa un ambiente protetto separato. Lavora direttamente sui file del computer, nella cartella da cui viene lanciato e nelle sue sottocartelle. Ha strumenti integrati per leggere, modificare e cercare file senza bisogno di server MCP, e può eseguire comandi con i permessi dell'utente del sistema operativo. Questo lo rende più veloce ma anche più rischioso, perché le modifiche sono immediate e reali.

Per gestire questo rischio, Code ha un sistema di permessi. Nella modalità predefinita chiede conferma prima di ogni modifica ai file o esecuzione di comandi. Si possono allentare questi controlli progressivamente, fino alla modalità che approva automaticamente le modifiche ai file o quella che elimina completamente le richieste di conferma. Quest'ultima è pensata per ambienti controllati e va usata con estrema cautela sul proprio computer di lavoro.

Code integra Git in modo nativo, il che significa che le modifiche al codice possono essere tracciate, confrontate e annullate senza uscire dall'ambiente. Per un non-sviluppatore che si avvicina al vibe coding, Git è uno strumento da imparare gradualmente, e il capitolo dedicato alla sicurezza ne tratterà gli aspetti essenziali.

Sia Code che Cowork utilizzano il file CLAUDE.md, un documento nella cartella di lavoro che contiene istruzioni permanenti per il progetto. Claude lo legge automaticamente all'inizio di ogni sessione e ne segue le indicazioni. È l'equivalente delle istruzioni di progetto in Chat, ma vive nella cartella del progetto come un file qualsiasi. In Code il file viene tipicamente versionato insieme al codice tramite Git.

Sotto il cofano

Code utilizza un sistema di configurazione a tre livelli. Le impostazioni globali in ~/.claude/settings.json valgono per tutti i progetti. Le impostazioni di progetto in .claude/settings.json sovrascrivono le globali per il singolo progetto e possono essere condivise con il team tramite Git. Le impostazioni locali in .claude/settings.local.json contengono preferenze personali che non vengono condivise. Questo sistema permette di avere regole condivise a livello di organizzazione, con la possibilità di personalizzarle progetto per progetto.

Come si integrano le tre modalità

Le tre modalità non sono compartimenti stagni. Una conversazione avviata in Chat può produrre specifiche che vengono poi realizzate in Cowork o Code. Dispatch permette di inviare compiti a Cowork o a Code da qualsiasi dispositivo, trasformando il telefono in un telecomando per il desktop. I server MCP configurati sono disponibili in tutte e tre le modalità.

Nella mia esperienza il modo di lavorare più naturale segue due fasi. La prima è sempre in Chat, dove si ragiona su cosa si vuole ottenere, si esplorano le alternative e si arriva a un insieme di istruzioni chiare. La seconda fase è l'esecuzione, e qui la scelta dipende dal progetto. Per compiti ben definiti si passa a Cowork, per sviluppo software si usa Code, e per progetti dove si vuole mantenere il controllo su ogni passaggio si resta in Chat.

La cosa più importante è sempre la stessa, indipendentemente dalla modalità scelta. Dedicare tempo a definire con chiarezza cosa si vuole ottenere, perché è lì che il contributo umano conta di più.

Guida alla scelta

La scelta della modalità si riduce a poche domande pratiche.

Se si vuole ragionare insieme a Claude, vedere cosa propone, aggiustare, ripetere, Chat è l'ambiente giusto. Questo vale per la progettazione, il brainstorming, la scrittura di contenuti dove la qualità testuale è la priorità, e qualsiasi attività dove si vuole approvare ogni passaggio prima di procedere.

Se si sa già cosa serve e le istruzioni si possono dare complete fin dall'inizio, Cowork è la scelta più efficiente. Claude pianifica, esegue e consegna il risultato mentre si fa altro.

Se il compito è sviluppo software e si ha familiarità con il terminale e Git, Code offre l'ambiente più specializzato. Per un non-sviluppatore che si avvicina al vibe coding, Code diventa rilevante quando i progetti crescono in complessità.

Per molti progetti di vibe coding, soprattutto nelle fasi iniziali, Chat con server MCP ben configurati è sufficiente. Aggiungere Cowork e Code al proprio modo di lavorare è una progressione naturale, non un requisito.

Suggerimento

Non serve usare tutte e tre le modalità fin dall'inizio. Conviene acquisire padronanza di Chat, poi passare a Cowork quando emerge il bisogno di delegare compiti completi, e infine esplorare Code quando i progetti richiedono strumenti di sviluppo dedicati.